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Il Pollo sultano: una specie bandiera


Zampe e becco rosso corallo, piumaggio blu, dita lunghe e becco robusto, corpo e testa massiccia, contraddistinguono il Pollo sultano dalle altre specie di uccelli acquatici degli ambienti palustri.
Distribuito in passato lungo buona parte delle coste mediterranee, nel corso del XX secolo ha subìto un forte declino, scomparendo da ampie aree, tra cui la Sicilia. Piccole popolazioni sono sopravvissute, confinate in Sardegna e in piccoli distretti della penisola iberica. A spingerlo sull'orlo dell’estinzione ha contribuito un serrato prelievo in natura, ma soprattutto di un’ampia opera di distruzione delle zone umide. Da un paio di decenni, l’attenuazione o la scomparsa di queste minacce, accompagnata da un insieme di interventi di conservazione diretta, hanno permesso allo sfortunato Sultano di riconquistare i territori da cui era scomparso. 

A differenza della gran parte degli uccelli acquatici, il Pollo sultano è una specie spiccatamente sedentaria. Pur essendo capace di compiere voli anche di notevole lunghezza, tende a occupare stabilmente il proprio territorio. Questa scarsa propensione ad effettuare spostamenti migratori o dispersivi rende il Pollo sultano poco incline a colonizzare nuove aree, rendendo più lento e difficile il processo di ricolonizzazione. Per questa ragione, a partire dalla fine degli anni '80, è stato avviato un programma di reintroduzioni finalizzato ad agevolare la dispersione dei soggetti nelle aree di presenza storica. Spostamenti di individui nati nelle ultime popolazioni sopravvissute in Spagna sono stati effettuati con successo nella penisola iberica; sulla base delle esperienze positive maturate, si è deciso di avviare un analogo progetto in Sicilia. Un attento studio preliminare, sulla qualità degli ambienti umidi, ha gettato le basi per il programma di reintroduzione. Tra il 2000 e il 2003 sono stati rilasciati oltre un centinaio di individui, di origine spagnola, in tre riserve naturali (Oasi del Simeto CT, Biviere di Gela CL, Fiume Ciane e Saline di Siracusa). I soggetti reintrodotti hanno presto cominciato a riprodursi ed ora il Pollo sultano si sta diffondendo in tutte le zone umide presenti sull'isola.
Il Pollo sultano ha colonizzato spontaneamente il lago di Pergusa e, dal primo avvistamento nel 2006, ha ormai costituito un nucleo riproduttivo stabile e tuttora in fase di espansione. Tale processo di insediamento viene attentamente monitorato con studi promossi dalla Provincia Regionale di Enna.

In Sicilia, la diffusione della specie nei siti potenzialmente idonei dipende da molti fattori, in primo luogo dalla presenza di una estesa rete di ambienti palustri, anche marginali e di piccole dimensioni, ben distribuiti sul territorio. Invasi artificiali, laghi interni, corsi d'acqua e vasche di raccolta idrica per l'agricoltura - anche di limitata estensione – rappresentano dei corridoi che garantiscono la diffusione e gli scambi tra i nuclei principali insediati in corrispondenza delle zone umide maggiori. Per questa ragione, il futuro del Pollo sultano in Sicilia dipenderà da come verranno gestite non solo le principali riserve naturali, ma più in generale il territorio nella sua interezza. Pertanto, la conservazione della natura non dovrà essere perseguita unicamente entro i confini delle aree protette; si dovranno prevenire gli abbattimenti illegali (il Pollo sultano è una specie protetta, ne è assolutamente vietata la caccia), le alterazioni ambientali, l’inquinamento delle acque, l’impoverimento delle falde a seguito di incontrollati prelievi in corrispondenza di tutte le zone umide, anche di quelle apparentemente poco importanti. 

Gestire l'insieme di questi ambienti distribuiti sul territorio è senza dubbio difficile perché occorre coinvolgere un gran numero di soggetti diversi, a cominciare dai proprietari e dagli enti preposti alla regimazione delle acque. Tuttavia la posta in gioco è alta e vale la pena accettare la sfida. Non solo perché il Pollo sultano continui a vivere sull'isola, ma anche perché le zone umide siciliane vengano adeguatamente valorizzate e riscoperte, e venga riconosciuto il ruolo che esse rivestono nel garantire la conservazione della biodiversità nel cuore del Mediterraneo.
   

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ATTENZIONE....... si cercano informazioni sul Pollo sultano in Sicilia.


Chiunque osservi un Pollo sultano in Sicilia può dare un contributo importante al progetto di reintroduzione compilando una scheda e mandandola all'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica via e-mail (infsandr@iperbole.bologna.it) o per posta (via Cà Fornacetta, 9 - 40064 Ozzano Emilia BO).






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